By

Il Pranayama

Il respiro, il Prana, è vita, è energia, il Prana è l’energia vitale.

In sanscrito Prana significa respiro, aria, energia vitale. Yama e Niyama sono i primi due passi del percorso dell’ Asthanga Yoga, lo yoga delle 8 membra di cui si parla negli Yoga Sutra di Patanjali, dove yama, che significa freni, sono le astensioni, ovvero le forme di condotta morale nei confronti di se stessi e nei rapporti con il mondo circostante. PranaYama quindi controllo del repiro e di conseguenza dell’energia vitale.

Il sistema “persona” è un complesso sistema di elementi tutti interconnessi , tra loro e con il mondo esterno. Se il corpo cambia, la mente cambia, lo spirito cambia, l’universo cambia…. Il respiro, il corpo, il sistema nervoso, i muscoli, le emozioni sono tutti strettamente interconnessi e correlati. L’efficacia dell’azione comunicativa è determinata dalla coerenza dei messaggi inviati dalle varie parti che compongono il nostro essere; il tono muscolare, il movimento, l’intensità con cui viene eseguito, la sua fluidità; associati allo sguardo e all’emozione che accompagna il pensiero promotore, determinano la qualità e la riuscita dell’interpretazione del messaggio. Se uno di questi elementi varia, si modifica tutto il resto.

La pratica del Pranayama, permette il raggiungimento del controllo del respiro, attraverso il quale è possibile modificare il nostro stato psichico, emotivo, fisico ed energetico. Inoltre, controllando consapevolmente l’atto respiratorio, otteniamo una maggior elasticità dei movimenti della cassa toracica ed una miglior ossigenazione, intesa non come un aumento della respirazione ma anzi, al contrario, ad una minore necessità di respiro, un rallentamento del bioritmo ed un minor dispendio di energia. Un’azione questa che va controcorrente a livello sociale, dove tutto ci invita a consumare in fretta, ma che si allinea perfettamente al mondo naturale, animale. Il cavallo avverte ogni piccola variazione del tono muscolare, dei nostri pensieri, delle nostre emozioni, e quindi anche il mutare del ritmo e dell’intensità del nostro respiro… E lo interpreta.


Nella comunicazione con il cavallo il respiro è un vero e proprio elemento e codice comunicativo. Il respiro è associato all’energia, che è la forza che tutto muove. Durante l’inspirazione l’energia aumenta e durante l’espirazione l’energia diminuisce. Il cavallo avverte l’inspirazione come la presenza di pressione e l’espirazione come assenza della stessa. L’inspiro indica così il desiderio di iniziare o aumentare il movimento, il cavallo avverte questo aumento di energia come una pressione e di conseguenza cede e si sposta, si attiva, se già in movimento accelera. L’espiro indica il desiderio di rallentare o fermare il movimento, l’energia si riduce, il cavallo avverte questo cambiamento come riduzione o assenza di pressione, quindi di conseguenza il movimento non è più necessario e in base all’intensità dell’espiro il cavallo rallenta o si ferma. Facendo un parallelo quindi posso dire che: l’inspiro che espande i polmoni, attiva e muove rendendo partecipe nell’agire, partecipe alla vita; l’espiro ritira, svuota, rende passivo e allontana dall’agire, ferma, introietta, durante il quale smettendo di partecipare all’agire si smette di esistere

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.